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American Society of Hypertension
21st Annual Scientific Meeting and
Exposition
I
risultati di un nuovo trial su amlodipina presentati al tradizionale meeting americano
sullipertensione arteriosa
Amlodipina decisiva nei
diabetici ipertesi
Laggiunta
del calcio-antagonista alla terapia in atto necessaria per raggiungere i valori target
Amlodipina in aggiunta a
una monoterapia a base di ACE-inibitore o sartano è altamente efficace nel controllare la
pressione arteriosa dei pazienti diabetici. Sono questi i risultati salienti del trial
Amlodipine Diabetic Hypertension Efficacy Response Evaluation Trial (ADHT) presentati
durante il 21° Congresso dellAmerican
Society of Hypertension, svoltosi questanno a New York dal 16 al 20 maggio.
I pazienti
diabetici con elevata pressione arteriosa premette Joel M Neutel, MD, dellOrange County Heart
Institute and Research Center, Orange, California, hanno
un rischio cardiovascolare ben più elevato dei pazienti senza diabete, ma ciononostante
oltre l80% di essi presenta valori pressori decisamente superiori alla pressione
target di 130/80 mm Hg stabilita dalle vigenti linee guida internazionali.
Proprio la cura dellipertensione
arteriosa nel paziente diabetico richiede spesso una terapia di combinazione.
Questi pazienti
spiega Neutel devono essere trattati in modo aggressivo e pertanto il ricorso a due
antiipertensivi risulta sempre più efficace nel ridurre la pressione arteriosa piuttosto
che laumento di dosaggio di un singolo farmaco. Daltra parte lipertensione
nel diabetico è una situazione patologica multifattoriale che obbliga a bloccare più di
un sistema fisiopatologico per essere curata correttamente.
Proprio in base a queste
premesse è stato condotto lADHT, un trial multicentrico, randomizzato, in doppio
cieco, che ha avuto come obiettivo la valutazione della sicurezza duso e dellefficacia
dellaggiunta di amlodipina a una monoterapia preesistente con lACE-inibitore
quinapril o con il bloccante recettoriale dellangiotensina losartan.
Nello
studio sono stati inclusi 739 pazienti con diabete mellito di tipo 2 e ipertensione
arteriosa lieve-moderata. I pazienti sono stati inizialmente randomizzati a ricevere
quinapril (da
La
terapia di combinazione con quinapril o losartan più amlodipina riporta Neutel
ha consentito di raggiungere i valori obiettivo di pressione arteriosa
(<130/80 mm Hg) nel 27,49% dei pazienti, una proporzione decisamente più alta del
12,50% dei pazienti lasciati in monoterapia.
Lanalisi
statistica di confronto tra amlodipina e placebo ha mostrato un odds ratio di
2,73 (indici di confidenza al 95%: 1,61-4,64) risultato altamente significativo
(P=0.0002).
Degno
di nota sottolinea Neutel è che questo risultato non è stato influenzato
dalla terapia pre-esistente a dimostrazione che amlodipina è ugualmente efficace quando
associata a un ACE-inibitore o a un sartano.
Risultati simili sono
stati riscontrati nella percentuale di pazienti che hanno raggiunto valori di pressione
sistolica =
Nessun evento sfavorevole
erio è stato riportato con la terapia di combinazione e più in generale la frequenza di
altri effetti collaterali è stata simile e non ha mostrato differenze significative
rispetto ai pazienti in monoterapia.
A proposito di
effetti indesiderati commenta Neutel è sicuramente importante rimarcare che
quando farmaci che hanno effetti complementari sono usati in associazione si osserva in
genere una tendenza a una minore incidenza di eventi avversi rispetto alla monoterapia.
Le implicazioni del trial
ADHT sono sicuramente importanti.
I risultati dello
studio conclude Neutel confermano ancora una volta che i pazienti diabetici
con ipertensione arteriosa devono essere trattati con più farmaci al fine di raggiungere
i bassi valori pressori fissati come obiettivo della terapia dalle vigenti
linee-guida internazionali.
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